Come funziona

le associazioni

In che modo funziona la psicoterapia?

Una delle domande più frequenti che il paziente pone è: in che modo funziona la psicoterapia?
La risposta non è semplice.
Potrei definire la psicoterapia tecnicamente una relazione d’aiuto strutturata o, poeticamente, un viaggio piu’ o meno lungo ed avventuroso da fare in due, ma avrei comunque la sensazione di non soddisfare appieno quella domanda.
Il motivo e’ che ogni psicoterapia e’ un’esperienza unica come uniche sono le persone e, sopratutto, le relazioni.
Pensateci: chi di voi saprebbe veramente rispondere a domande del tipo “Perche’ sono innamorato/a proprio di quella persona? Perche’ in quell’occasione ho agito cosi’? Perche mi piace/non mi piace questa persona, questa situazione, quest’oggetto? Come ho fatto a non capire quella volta che…? Esiste il colpo di fulmine?”
Forse la parola chiave e’: associazioni.
Il terapeuta diventa allora un amplificatore di associazioni, un evocatore di immagini, di memorie, di emozioni, di pensieri, per funzionare da detonatore di un nuovo senso…
Immaginiamo che il paziente chiami il terapeuta ad aiutarlo a pulire ed ordinare la propria Stanza: polvere, confusione, disordine ovunque. Che smarrimento, non si sa da dove cominciare! Non per nulla la frase piu’ frequente all’inizio di un percorso e’ proprio questa: ” Dottoressa, non so da dove iniziare, mi aiuti lei”.
Il terapeuta non muove un dito ma fornisce un criterio per rendere la Stanza gradevole e sicura.

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Come?

Principalmente ed inizialmente tramite il colloquio; oltre ai suoi contenuti, e’ come avviene il colloquio che fa funzionare la terapia. E’ la relazione che si instaura tra queste due persone chiamate paziente e terapeuta che svolge una funzione riparativa rispetto a modelli di relazione ormai obsoleti e disadattativi.
Perche’ si instauri un nuovo modello di relazione che possa essere accettato e, infine, introiettato, occorre fiducia. Il bimbo che ha paura di buttarsi in acqua deve sentirsi rassicurato dall’adulto che lo incita a tuffarsi, deve sentire che puo’ farcela e che non gli viene richiesto nulla che non sia veramente pronto a fare! Dopo di che nuotera’ da solo come un pesciolino e migliorera’ autonomamente, sempre in base alle proprie possibilita’, non di piu’ e non di meno.
Il terapeuta deve guadagnarsela questa fiducia e il paziente deve poter metterla alla prova.
E’ cio’ che abitualmente avviene in psicoterapia.
Il terapeuta e’ stato definito il guaritore ferito. Vero! Io mi metto in gioco non solo col mio sapere accademico e con la mia esperienza professionale maturata in tanti anni, ma anche con la mia personale esperienza di vita e con le mie caratteristiche umane di impegno, onesta’, ascolto, rispetto, pazienza e sopratutto con l’assenza di giudizio.

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