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Attacchi di Panico

Attacchi di panico

L’attacco di panico consiste nell’improvvisa comparsa di una sensazione di paura intensa che in pochi minuti raggiunge la massima espressione, potendosi manifestare con sintomi cognitivi, come la paura di impazzire o di morire, e con sintomi fisici, indici di una brusca attivazione neurovegetativa. Ne sono esempio la palpitazione, il tremore, la sudorazione, un senso di soffocamento, fastidio al petto, disturbi addominali, vertigini, formicolii, intorpidimenti.

La caratteristica dunque dell’attacco di panico, che lo differenzia da altre condizioni ansiose, è l’insorgenza improvvisa di tutti o alcuni sintomi e la loro altrettanto rapida regressione.

L’attacco può essere preceduto, e seguito, da uno stato di tranquillità oppure da uno di ansia. Può inoltre essere atteso, cioè associato ad una situazione scatenante, oppure inaspettato, privo di una correlazione evidente con alcunchè, come ad esempio l’attacco di panico notturno che desta dal sonno.

Quando gli attacchi sono ricorrenti ed inaspettati si parla di Disturbo di Panico. In genere le donne sono colpite più degli uomini e gli attacchi sono abbastanza infrequenti prima della pubertà e negli anziani, attestandosi l’età media di insorgenza verso i 22 anni.

Fattori di rischio sono il fumo di sigaretta, un atteggiamento generalmente negativo e ansioso, e, molto spesso, l’evenienza di eventi stressanti di tipo affettivo o legati alla salute propria o dei propri cari.

Raramente il disturbo di panico si presenta isolato. Più spesso è associato ad altri disturbi: il disturbo d’ansia, specialmente l’agorafobia, la depressione, il disturbo bipolare, alcolismo lieve.

Le conseguenze del disturbo di panico possono essere pesanti condizionamenti e limitazioni delle normali attività dell’individuo colpito, a causa dell’imbarazzo provato o a causa della preoccupazione di stare male e di non poter essere soccorso.

Da tenere presente che i sintomi dell’attacco di panico possono essere presenti anche in determinate altre patologie mediche come per esempio l’ipertiroidismo, o il feocromocitoma, ecc ; possono essere anche conseguenza dell’uso di sostanze come la caffeina, la cannabis, la cocaina, le amfetamine. È quindi importante effettuare un’ accurata diagnosi differenziale.

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